Tutto è partito da...

"(...) Angelo Piana fu il primissimo esploratore di Caprie, salendo bel 1969 la "Via della Vipera" nella Gola e l'attuale "Via del Cactus" ad Anticaprie; ma anni fa la mentalità alpinistica non portava a valorizzare le strutture di fondovalle e rimase un fatto isolato cadendo nell'oblio. Si deve aspettare la fine degli anni settanta perchè l'inizio dell'esplorazione abbia inizio: prima fra tutti va ricordato Isidoro Meneghin che "scopre" le pareti di Anticaprie e della Rocca Bianca, le prime ad essere "viste" da arrampicatori.

Ma lentamente l'opera continua: Silvio Vittoni e Lorenzino Cosson salgono la "Via della San Marco" sul polastro che oggi porta questo nome e, ancora Meneghin con Ugo Manera e Giampiero Motti aprono numerose vie sulla Rocca Nera.

Si è appena agli inizi: nel 1980 a Caprie non si contano più di una decina di vie.

Ormai però il processo di espllrazione è iniziato e non può che continuare accentuandosi sempre di più. In questi anni si inserisce anche GianCarlo Grassi scoprendo la Parete di Eriador, il Trapezio di Magia ed i satelliti della Rocca Bianca.

Nel 1983, dopo soli tre anni, il numero delle vie è già salito a quasi cinquanta, cosa che induce Giampiero Motti a pubblicare una monografia di Caprie su Scandere.

L'evoluzione non si arresta: Grassi inizia ora una frenetica attività di ricerca di vie nuove, scoprendo talvolta nuove pareti; Mauro Vaio e Giuseppe Fassi Contribuiscono ad innalzare il livello tecnico di allora aprendo alcune difficili vie sulla Rocca Bianca, al Muro di Vetro e nella Gola. Una novità do questo periodo è l0introduzione dello spit come mezzo di assicurazione: la sua timida comparsa è la naturale evoluzione dell'arrampicata in questa zona; infatti la possibilità di passare in libera offerte dalla roccia sempre ruvida ed appigliata sono enormi, ma in relazione a ciò non esistono sempre fessure per proteggersi con chiodi normali.

Tanto per avere un'idea delle proporzioni del fenomeno, nel 1986 il numero delle vie si aggira intorno a centocinquanta: a mettere in ordine il materiale ci pensa GianCarlo Grassi pubblicando la prima guida di arrampicate a Caprie, un testo fondamentgale per gli arrampicatori visto che ormai la monografia apparsa su Scandere solo tre anni prima risultava ormai incapace di soddisfare le esigenze dei frequentatori delle pareti.

In quest'ultimo quinquennio la storia non si è fermata, l'evoluzione delle moderne tendenze dell'arrampicata sportiva ha influenzato parzialmente anche Caprie; sempre più spit e meno chiodi, tendenza a lasciare completamente attrezzate le vie senza la necessità di ricorrere a nuts o friends. Se da un lato può essere un effetto negativo, non si può non ricordare che è forse per merito di questa tendenza sempre più sportiva che oggi il livello tecnico delle vie è notevolmente aumentato, sfiorando in alcuni casi i gradi estremi.

In questa fase si distingue ovviamente ancora GianCarlo Grassi che, per quantità di vie nuove, è ormai riconosciuto all'unanimità il maggior estimatore della zona; ed è proprio la sua profonda conoscenza di queste pareti che gli permette di trovare ancora esteriche linee di salita negli angoli più nascosti, quando le risorse potrebbero sembrare esaurite.

Attualmente le vie tracciate a Caprie sono circa trecento e lo scopo di questa guida è quello di porre nuovamente ordine tra l'enorme mole di materiale fino ad ora raccolto."

 

                        (Arrampicare a Caprie- D. Cordola. Editrice La Montagna 1993)